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Sanità, in Valle Seriana nuovi posti di lavoro - "Anche noi nel Patto"

 

«Anche la sanità deve avere un ruolo da protagonista all'interno del Patto per la Valle Seriana». È questo il messaggio lanciato dal direttore generale dell'Azienda ospedaliera Bolognini di Seriate, Amedeo Amadeo, durante il sesto rendiconto istituzionale dedicato alla sanità in valle, che si è svolto ieri a Torre Boldone.
«Siamo la prima azienda della Valle Seriana sia per il numero di dipendenti, sia per il fatturato. Ecco perché riteniamo giusto partecipare al Patto sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria Bergamo e Imprese&Territorio per il rilancio produttivo e occupazionale della valle. Siamo disponibili – ha aggiunto Amedeo Amadeo – a metterci d'accordo con le forze sindacali, con i sindaci e con gli imprenditori per cercare aspetti innovativi capaci di creare nuovi posti di lavoro».
Partendo dall'analisi della situazione nei tre ospedali di Piario, Gazzaniga e Alzano Lombardo, strategici per la loro attività, gli investimenti in atto e i progetti futuri. «I tre ospedali sono tra loro collegati in rete – ha spiegato il direttore sanitario Michele Tumiati –. E a loro volta fanno parte dell'Azienda ospedaliera Bolognini di Seriate. Che è legata a quella provinciale e poi alla rete regionale. Ogni ospedale offre attività in parte differenziate e ciò è utile sia per una razionale distribuzione delle risorse, sia per la realizzazione di economie di scala. La rete è fondamentale per garantire competenza e una tempestiva risposta all'utenza». «Negli ultimi anni – ha aggiunto – si è tentato di non creare sprechi. Meno ricoveri e più day hospital. Ma anche meno day hospital, se possibile, e più attività ambulatoriale. Sono però aumentate le richieste di pronto soccorso».
Ma quante persone lavorano nei tre ospedali? «Piario ha 380 dipendenti (292 donne e 88 uomini, ndr). Quello di Gazzaniga, 158 (125 donne e 33 uomini, ndr). L'ospedale di Alzano Lombardo, 504 (355 donne e 149 uomini, ndr). In totale, 1.024 dipendenti – ha detto Giacomo Testa, direttore gestione risorse umane –. Ogni anno, poi, l'Azienda Bolognini distribuisce in Valle Seriana stipendi per 24 milioni di euro netti». E il valore della produzione? «Per il 2009 – ha spiegato il direttore amministrativo Luca Vecchi – è stimato intorno a 178 milioni di euro».
Per i prossimi anni, previsti anche progetti importanti. «Entro la fine del 2010 si completerà ad Alzano l'adeguamento strutturale e impiantistico dei reparti e dei servizi per l'accreditamento dell'ospedale – ha spiegato il direttore delle risorse tecniche Renato Mauri –. A Gazzaniga è invece in corso la realizzazione di un centro di eccellenza per la cura dei malati di Alzheimer. E la struttura sanitaria verrà articolata in tre parti: una zona per la degenza, un poliambulatorio specialistico per i pazienti non ricoverati e una struttura dedicata al day hospital. In tutto 48 posti letto, di cui due per il day hospital. I lavori a Piario sono invece finiti nel 2008. E oggi ci sono 132 posti letto».
Da qui l'Azienda ospedaliera Bolognini vuole ripartire per partecipare al Patto per la Valle Seriana. Con l'ok dei sindaci (disponibili a lavorare insieme) e dei sindacati. «C'è bisogno che la valle ripensi alla propria struttura produttiva – ha detto il segretario provinciale della Cisl Ferdinando Piccinini –. La crisi non è congiunturale, ma strutturale e bisogna pensare a come trovare nuovi posti di lavoro».
«Positivo il fatto di fare rete negli ospedali – ha aggiunto il segretario provinciale della Cgil Luigi Bresciani –. Il nostro obiettivo? Dare servizi migliori e fare economia di scala». E poi rivolgendosi al settore sanitario ha detto: «Noi siamo disponibili a ragionare con voi per trovare nuovi investimenti e nuovi settori da esplorare per creare nuova occupazione».
«È importante che ogni ospedale abbia una sua specificità – ha detto il segretario provinciale della Uil Marco Cicerone –. E io penso che mettere in rete l'esperienza sia una forma di arricchimento per il territorio della Valle Seriana».
«Oggi è aumentata la consapevolezza di come i servizi siano centrali nel rispondere a un bisogno occupazionale – ha spiegato il presidente della Comunità montana Valle Seriana Eli Pedretti –. Basti vedere come buona parte della disoccupazione femminile nel settore manifatturiero è stata assorbita dai servizi socio-sanitari e socio-assistenziali. E questo settore occupazionale non potrà venir meno, visto che viviamo in una società che invecchia. Il nostro obiettivo dev'essere realizzare interventi di larghe vedute. E favorire l'impegno di tutte le istituzioni».


fonte: L'Eco di Bergamo, 24 novembre 2009 di Silvia Seminati